Santiago addiction. Un mega reportage sull’art system cileno. Una chicca per globetrotter, in arrivo sul prossimo Artribune Magazine


Un murales nel quartiere popolare di Yungay, a Santiago del Cile

Santiago è una città che sorprende e, benché il New York Times l’abbia messa in cima alla classifica dei 41 luoghi da visitare nel 2011 (e la Lonely Planet l’abbia inclusa nella sua selezione 2012 come unica città sudamericana), la sua è una grazia che emerge poco a poco, in modo silenzioso…”. Così comincia il racconto per immagini e parole di Eugenia Bertelè, vero gioiellino che vi teniamo in serbo per la prossima uscita del nostro Magazine.
Un reportage puntuale, un taccuino di appunti raccolti tra le strade e le piazze di Santiago del Cile, provando a rintracciare il cuore pulsante dell’art system cittadino. Sullo sfondo, tracce di un’identità culturale e urbanistica proiettata in avanti , tra caffè letterari, distretti residenziali consacrati alla moda e al design, librerie di tendenza, fino agli umori e gli odori del vecchio quartiere popolare, consegnato a una fascinosa decadenza.
E se già tanto si è detto dei vitalissimi exploit di Brasile e Argentina, di questo angolo d’America del Sud c’è ancora molto da scoprire. Soprattutto in fatto d’arte contemporanea. Una scena che si espande a ritmo sostenuto e che noi abbiamo provato a mappare, rapidamente, con gli occhi del reporter art addicted. Piccole gallerie d’arte cutting edge, spazi di ricerca, progetti promossi da collettivi di artisti, e poi il Museo di Bellas Artes, il MAVi – Museo Arti Visive e il Museo della Memoria e dei Diritti Umani, inaugurato nel 2010 con un progetto di un’équipe di architetti brasiliani: Mario Figueroa, Lucas Fehr e Carlos Dias.
Beh, non vi diciamo altro però. Per godervi tutto il viaggio, trasportati dal timbro caldo e narrativo della nostra autrice, non vi rimane che aspettare il nuovo numero. Nel frattempo, fateci un pensierino: per le prossime vacanze, direzione Santiago?…

- Helga Marsala

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