L’arte ti guarda insight (II)

Seconda parte dell’intervista a Rebecca Russo sul metodo Videoinsight. Questa volta scendiamo nella profondità dei contenuti, facendoci spiegare nel dettaglio come funziona il procedimento. E per l’occasione, annunciamo l’uscita di un secondo libro.

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Rebecca Russo

Rebecca Russo

Abbiamo spiegato cosa significa Videoinsight. Adesso parliamo di risultati. Il tuo metodo è esposto nel libro Videoinsight. Curare con l’arte edito da Silvana Editoriale, che presenta il racconto di alcuni casi clinici…

Le persone che aiuto nella quotidianità dell’esperienza clinica esprimono sempre un disagio psicologico o psicosomatico che si interfaccia con il mondo interno e con l’ambiente circostante. La crisi interiore, risultante dalla rottura di un equilibrio armonico tra la realtà interiore e quella esteriore, favorisce l’accesso ai contenuti affettivi inconsci, ma soprattutto causa un’urgenza espressiva di tipo catartico e liberatorio: la necessità di trovare una soluzione emotiva, la pulsione a ricercare una soluzione esistenziale per rompere lo stallo, a colmare le mancanze, a risolvere le ambivalenze, per arrivare all’integrazione. La parte più fragile e intima, quella più vulnerabile e sensibile, più sofferente e nascosta, è anche la parte più aperta, malleabile e creativa. Guardare un’opera d’arte secondo il concept Videoinsight amplia gli orizzonti mentali e affettivi, l’apertura e la curiosità. La visione delle immagini dell’arte favorisce il benessere psicologico perché promuove l’integrazione delle risorse della personalità: armonizza razionalità e affettività in un sistema dinamico e flessibile…

In cosa consiste il concept Videoinsight?
Si tratta del concept sul quale si fonda il metodo. È diviso in dieci punti:
1) Guardare in ogni incontro una sola opera d’arte.
2) Osservare l’opera d’arte in un contesto accogliente e in condizioni adeguate di silenzio, posizione comoda,
illuminazione adeguata (buio nel caso del video).
3) Interagire con l’opera d’arte con intenzione, aspettativa specifica, motivazione, disponibilità all’ascolto e alla comunicazione, apertura, attenzione, impegno e curiosità, sospensione del giudizio.
4) Focalizzarsi sul contenuto e sul significato dell’opera d’arte: non su quello espresso dall’artista, ma su quello attribuito dal fruitore dell’opera.
5) Ogni incontro con l’opera è un momento unico e irripetibile di condivisione, di pensieri e di sensazioni nell’hic et nunc, non prevedibile e non programmabile.
6) Si crea una dinamica circolare creativa e costruttiva a causa della relazione di scambio basata sulla triangolazione fra i poli: opera d’arte prodotta dall’artista, performance del fruitore che guarda, riceve e restituisce interpretazioni e infine i significati emersi dell’opera.
7) L’esperienza può promuovere l’insight, la consapevolezza, l’intuizione che porta alla trasformazione.
8) Le differenze nel gruppo di partecipanti sono risorse per la fertilità dell’esperienza.
9) La finalità è il processo, oltre che il risultato.
10) Non esistono verità assolute. L’opera d’arte per sua natura è inafferrabile e inesauribile, infinitamente stimolante.

 

 

 

Videoinsight

 

Torniamo ai pazienti: quali sono i casi con cui ti confronti?
La cura del Videoinsight è indicata per il trattamento di qualunque disagio psicologico, a prescindere dalle variabili di età, sessualità, cultura. L’applicazione del metodo produce risultati apprezzabili nella terapia dei disturbi dello sviluppo, reattivi, caratteriali, dell’identità, di tipo oppositivo, da movimenti stereotipati, nevrotici. Disturbi di tipo ansioso, ossessivo, fobico, compulsivo, perverso, di evitamento, postraumatici da stress, borderline, da dipendenza (di tipo alimentare, da alcol, da sostanze stupefacenti, da cocaina, da sostanze sedative o ipnotiche, da internet, dal gioco d’azzardo), di personalità, narcisistici, della condotta, antisociali, di tipo passivo-aggressivo, paranoidi, istrionici, compulsivi, psicosessuali, dell’adattamento, affettivi, depressivi, psicosomatici, somatoformi e con manifestazioni fisiche (balbuzie, enuresi, encopresi, sonnambulismo, pavor nocturnus, insonnia, da somatizzazione, da conversione, da dolore psicogeno).

Su quali casi manifesta la sua maggiore efficacia?
Ad esempio nel sostegno alla crisi puberale e adolescenziale e nella terapia infantile, nella prevenzione del disagio psicologico, nella riabilitazione scolastica in età evolutiva (nella cura dei disturbi dell’apprendimento, della memoria, del linguaggio, della lettura, del calcolo, dell’articolazione espressiva, della concentrazione, dell’attenzione), nel sostegno psicologico in ambito geriatrico e oncologico, nel trattamento dei disturbi alimentare (anoressia, bulimia, obesità), nella terapia di coppia e famigliare, cioè nella cura delle relazioni interpersonali disfunzionali. Può influenzare la promozione del benessere psicofisico del paziente anche in ambito medico. I pazienti che hanno subito un incidente traumatico, che si sono dovuti sottoporre a un intervento chirurgico, che sono costretti a impegnarsi in un percorso riabilitativo o di cura, che devono affrontare l’evento stressante della malattia e del dolore a essa correlato, che hanno subito la crisi di un modus vivendi e che sono alla ricerca un nuovo adattamento psicofisico, possono trarre vantaggio dalla visione di immagini dell’arte cariche di potenzialità terapeutiche. Il decorso clinico, il recupero funzionale e la prognosi sono influenzati dall’esperienza del Videoinsight. Il Videoinsight può curare il disagio psicologico che è sempre causato dai meccanismi disfunzionali di scissione, dissociazione, isolamento, rimozione, dissonanza tra pensieri e sentimenti.

 

 

Il Metodo Videoinsight

 

E qui interviene l’arte, e la capacità di interpretazione da parte del paziente…
L’interpretazione svolge funzioni di contenimento, rinforzo, identificazione, protezione, rispecchiamento, confronto e sostegno. Porta anche al rilassamento, alla riduzione dell’ansia e permette l’espressione, la presa di coscienza, la rielaborazione dei conflitti interiori. L’accoglienza intellettuale ed emotiva da parte del terapeuta è molto importante in tutte le fasi: in quella dell’analisi della domanda d’aiuto psicologico, in quella diagnostica, in quella terapeutica vera e propria, in quella della chiusura del rapporto terapeutico. Obiettivo del terapeuta è stimolare la creatività del paziente in modo che questi possa fluttuare liberamente in uno stato di spontaneità emozionale e interpretativa, prendendo come punto di partenza ciò che ha dentro di sé. Il terapeuta diventa un mediatore tra il paziente, l’oggetto artistico e il mondo reale. È molto utile dare la possibilità ai pazienti di rivisitare le proprie interpretazioni ripercorrendone il senso evolutivo.

E l’arte che ruolo svolge?
Le immagini dell’arte contemporanea, analogamente a quelle di Rorschach, sono stimoli visivi indefiniti e ambigui, provocatori ed evocativi, simbolici e allusivi. Attivano meccanismi di proiezione dei contenuti inconsci e causano risposte comportamentali, esperienze affettive profonde, reazioni mentali cognitive e linguistiche. Il modo con cui il soggetto vive l’esperienza è rappresentativo del modo con cui egli affronta le vicende della vita.
A livello diagnostico le risposte interpretative rivelano tipologie caratteriali e tratti di personalità; esprimono informazioni sulla natura, l’entità e le cause dei sintomi della crisi individuale o relazionale. Facilitano l’identificazione della via privilegiata per la riattivazione dei processi evolutivi della personalità che si sono arrestati. Riferendo cosa evocano le immagini dell’arte, il soggetto rivela le proprie modalità di percepire e interpretare gli stimoli della realtà esterna e le caratteristiche del proprio mondo inconscio. I contenuti delle risposte interpretative spontanee sono concepiti come dati manifesti, rivelatori di elementi inconsci da svelare e da tradurre, come nell’interpretazione dei sogni. Nella narrazione che porta all’insight si rivelano gli schemi impoveriti e ripetitivi che causano il disagio psicologico, le produzioni sintomatiche, le dimenticanze, le distorsioni, le negazioni, le confabulazioni, i pregiudizi, le coperture difensive, le credenze erronee e ripetitive. La cura Videoinsight si effettua promuovendo una narrazione rielaborata, significativa e accettabile. Costruire una trama narrativa per l’opera d’arte facilita il racconto, che è la via privilegiata per la rappresentazione del Sé.

 

 

Una performance di Vanessa Beecroft

 

È inoltre in cantiere un secondo libro, Il Metodo Videoinsight (Postmediabooks, con versione inglese in ebook), di prossima uscita. Verso quali lidi prosegue la tua ricerca e con quali prospettive?
Uscirà a febbraio: è un manuale teorico, didattico e applicativo redatto con l’intento scientifico di definire le norme che regolano la nuova metodologia Videoinsight, la Via della Cura attraverso le immagini dell’arte contemporanea. Lo scopo di questo trattato è illustrare scientificamente la mia nuova metodologia di diagnosi e di cura psicologica. L’esperienza del Videoinsight attiva nel paziente nuove risorse psichiche e psicosomatiche che promuovono l’evoluzione psicologica e il benessere psicosomatico. Questo nuovo approccio, che ha già dimostrato risultati significativi nell’ambito della psicoterapia, potrebbe trovare ulteriori applicazioni per il miglioramento dei risultati clinici di alcune patologie anche nell’ambito medico. Questa ipotesi è avallata dal fatto di avere riscontrato nella pratica clinica risultati sorprendenti anche in ambito psicosomatico.

Per non farti mancare nulla, hai creato nel 2010 il centro omonimo a Torino con l’intento di allargare a tutti l’opportunità di partecipare a un’esperienza condivisa dell’opera d’arte…
È uno spazio in cui invitare le persone a interagire con l’opera d’arte contemporanea per condividere le proiezioni, le interpretazioni e le risonanze emotive provocate dal prodotto artistico.  L’esperienza gruppale nel Centro Videoinsight è finalizzata all’attivazione dell’insight, ovvero alla presa di coscienza trasformativa ed evolutiva provocata nella personalità dalla visione del prodotto artistico. Il luogo è uno spazio di confronto intellettuale ed emotivo nell’hic et nunc, un pensatoio generatore di idee e di attribuzioni di significati da condividere, un laboratorio creativo in grado di stimolare l’innovazione per la trasformazione psicologica consapevole ed evolutiva, un osservatorio sperimentale di esperienze artistiche.

 

Un tuo sogno nel cassetto se parliamo d’arte?
I sogni sono anche realizzazioni di desideri e talvolta creano profezie che si autoavverano. Un mio sogno per l’arte? L’arte è anche un sogno e come tale può curare…

Santa Nastro

 

www.videoinsight.it

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  • Ho scoperto l’Insight Visivo o Somato-sensoriale intorno al 1998 in relazione ai Protocolli Grafici Terapeutici che andavo inventando e sperimentando (raccogliendo dagli studi artistici giovanili). Dal 2002 ho iniziato a parlarne in Convegni e Congressi. Poichè titolare di una Società riconosciuta dal Ministero della Sanità, dal 2004 l’ho insegnato e diffuso attraverso il Corsi ECM “Il Linguaggio sinestesico verbo-vsivo”. Ne ho parlato nel 2007 e nel 2009 ai Congressi internazionali sulla sinestesia tra arte e scienza, organizzati con l’Università di Granada e il Politecnico di Milano. Dal 2006 ho fondato e conduco un Gruppo di ricerca italo-svizzero sul tema e stiamo dando vita ad una Associazione che si curerà di diffondere teoria e prassi di questo nuovo Modello psicoterapeutico basato sul concetto di Insight Visivo. Nel 2008 ho fatto domanda di registrazione del marchio all’Ufficio brevetti che non ha approvato perchè ritenuto generico. Inoltre dal 2010 ho iniziato ad applicare i principi di quanto scoperto e sperimentato nella pratica clinica al mondo dell’arte, partecipando a mostre nazionali e internazionali come GloBoArt (www.globoart.it) con la proposta di una fotografia a-tecnologica fondata sulla percezione sinestesica.
    Mi auguro che l’autrice abbia trovato una qualche traccia di tutto questo lavoro e abbia avuto l’attenzione di citarlo. Inoltre spero che almeno per par condicio, la Redazione sia incuriosita e apra ad una pari intervista tra Scienza e Arte. Grazie. Dr.ssa Gloria Bova. Psicologa, Psicoterapeuta, e fotografa.