L’ultima (?) di Cattelan, la prima del Guggenheim. Par la mostra appena inaugurata, il museo lancia la prima app dedicata a un solo evento

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Chi, se non lui, poteva proiettare il Solomon R. Guggenheim Museum  di New York nell’era del 2.0? Non ci credete? È per la retrospettiva di Maurizio Cattelan al Guggenheim, inaugurata lo scorso 4 novembre ed annunciata come l’addio alle mostre per l’artista, che per la prima volta in assoluto il museo lancia una app ideata appositamente per una mostra. Tramite l’applicazione Maurizio Cattelan: All, dal museo o da casa propria, si può zoomare sulle componenti dell’installazione da quattro diverse angolature e ci si può soffermare su ogni singola opera accedendo così anche ai testi relativi e ad un audio-commento di Cattelan stesso.
Tra i contributi troviamo quelli del critico Vince Aletti, dell’artista Carsten Höller, dei curatori Francesco Bonami, Germano Celant, Bice Curiger, Massimiliano Gioni e Chrissie Iles, dei galleristi Marian Goodman, Massimo De Carlo ed Emmanuel Perrotin. Inoltre, all’interno dell’app si possono leggere una selezione di contenuti del nuovo magazine di Cattelan, Toilet Paper, e un’anteprima dell’ultimo numero creato appositamente per la retrospettiva. Il software è disponibile su iPhone, iPad e Android, a $3.99 per i cellulari e $5.99 per i tablet, scaricabile su guggenheim.org/cattelan-app. Per la prima settimana l’app è disponibile a $1.99 e $3.99.

– Martina Gambillara

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  • Angelov

    E’ incredibile che un artista che si chiami fuori dai Mercati dell’Arte Contemporanea, sia poi al centro di un’iniziativa come questa. Che forse avere qualcosa di Cattelan porti fortuna come tenere in tasca un Gobbetto o un Corno? Di questo passo rischia di essere ricordato come l’artista italiano più rappresentativo dell’Era Berlusconiana.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista ribelle)

      Ma cosa dici! Questo è dentro il mercato di feticci fino al collo che sporge dal buco del pavimento.

  • Il Cattelan ha un rapporto di amore ed odio con il mercato; la mercificazione fa parte della sua poetica; non vedo come ci si possa scandalizzare per questa app (che io ho versione tablet) – che è l’equivalente di un libro d’arte, seppur con inserti e interviste filmate, quando si sa cosa ha fatto Cattelan alla Biennale 1993. Mah. Io piuttosto mi scandalizzo per quel che fa della sua opera un artista dalla poetica molto più severa e funebre come Hirst; la sua asta da Sotheby’s era un’asta di monnezza e riproduzioni e ha fatto 110 milioni di sterline.

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      L’ARTE SI ESPANDE NEI PERIODI DI BOOM E SI RESTRINGE IN QUELLI DI CRISI: IL CASO CATTELAN !!!

      La mia modesta opinione è che bisogna evitare di complicare le cose che possono essere semplici. Tanto per cominciare, la mercificazione dell’arte è un problema molto antico – che non sto qui ad analizzare; per la sua complessità richiederebbe molto tempo.

      Tuttavia, desidero chiarire il mio pensiero (se mai potesse interessare a qualcuno) a proposito di Cattelan e del suo “rapporto di odio e amore con il mercato” . Non dobbiamo dimenticare che oggi viviamo in una società globale in cui qualsiasi prodotto di opere culturali del pensiero e dell’arte, compreso i mass mediali e quello che io sto scrivendo in questo momento – potenzialmente può essere mercificato e sottomesso alle leggi ferree di mercato, diventando così, “oggetto” di consumo culturale a prezzi variabili.

      Vivere e produrre in questa società, comporta necessariamente, inevitabilmente, delle limitazioni alla propria libertà. Ma fino a qual punto? Diciamo, in parole semplici che l’artista o qualsiasi persona non è libero di decidere se appartenere o meno a questa società; dato che non può presciderne.

      Può soltanto ingegnarsi di stabilire con la società un tipo di rapporto, diciamo in generale, di sopravvivenza, che dev’essere più vantaggioso per sé che per la società stessa (pur non facendo niente, beninteso contro la società). Il saper bene di questo rapporto, di questo scambio, gli consente, in qualche modo di trovare nella società, la giusta, la migiore o peggiore collocazione nel corpo sociale e culturale che essa esprime.

      A volte questa società e il suo sistema dell’arte che ne è l’espressione più immanente, sembra nemica dell’artista; come a volte l’artista sembra nemico della società. Bisogna dunque conoscere bene la società in cui si vive, per definire il ruolo dell’artista, il suo modo di operare, di produrre che dovrà fare sempre i conti, (direttamene e indirettamente) con la mercificazione.

      Il sistema dell’arte appare come un’isola di assoluta libertà, diverso dal resto della società dominata dall’economia globale con le sue leggi e convenzioni.
      Si dimentica che l’arte ha una sua peculiare economia, volta a produrre manufatti unici, rari che la mettono a riparo dal mercato delle merci e della cultura di massa. Dunque l’arte ha un mercato variegato che a livelli alti viene finanziato dalle imprese e si sviluppa proprio proprio nei maggiori centri d’arte del Mondo, che poi, non sono altro che gli stessi potentati centri finanziari che diffondono e vendono l’arte.

      L’illusione di autonomia dell’artista nel lavoro intellettuale, dentro l’attuale processo di produzione/mercificazione dell’arte, si trasforma spesso in mortificazione o limitatamente in gratificazione. Gran parte degli artisti d’oggi si sono passivamente adagiati all’interno di questo sistema mercificatorio dell’arte, senza mai porsi nessuna idea o obiettivo di scardinarnarnlo alle sue fondamenta.

      Ho sempre pensato che il migior modo per un’artista libero, autentico, è quello di operare e produrre fuori dal SISTEMA DELL’ARTE – attraverso spazi espositivi alternativi e reti mediali di contro-informazione o di contro-potere: come critica al SISTEMA, e come pratica culturale e sociale di trasformazione del linguaggio artistico – proprio sul terreno del RIFIUTO dal potere degli esperti d’arte e dagli esperti del potere al servizio della STRUTTURA- ECONOMICA-FINANZIARIA.-

      Cattelan è solo una delle tanti espressioni di banalità di pupazzi mercificati, inoffensivi, che non tolgono il sonno a nessun potere finanziario e potere culturale dominante.

      • francesca, milano

        caro savino, diciamo pupazzi di lusso e sfrenati nel lusso di sogni d’oro…

      • Ottimo commento Savino chiaro ed argomentato. Hai perfettamente illustrato il tuo pensiero e la tua proposta, se non di soluzione, almeno di confronto col “problema”.
        Poi, magari, tornerò su contenuti e giudizi ma, intanto, ci tenevo a dirti che mi è piaciuto il tuo contributo .

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Grazie Luciano G. Gerini, grazie per il tuo contributo.

          In merito alla “soluzione” sullo stato ufficiale dell’arte contemporanea, con particolare riferimento al ruolo dell’arte e dell’artista nella nostra società – non posso che dirti che ci sono autorevoli voci di studiosi che hanno affrontato in modo capillare il “problema” della funzione-segno, dell’ ideologia del feticismo, l’etichetta o firma del prodotto artistico nel sistema economico-finanziario dell’arte.

          Appare chiaro che la riduzione di qualsiasi prodotto “artistico e pseudo artistico” che ci viene imposto… ridotto sempre a merce di scambio, che si oppone alla coscienza e all’ideale dell’artista, pone un serio problema etico sull’autonomia e libertà dell’arte che è comunque subordinata ai valori sociali di ordine economico-finanziario del capitalismo.

          Con simpatia

      • hm

        scusa ma tu savino marseglia non collezioni nulla? io non mi fido di chi non colleziona niente . a parte il fatto che uno volendo può anche fare opere d’arte senza venderle, dipende solo da quanti soldi hai . le speculazioni di borsa fanno sicuramente schifo ma non si può fare di tutta l’erba un fascio .

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          hm, io non colleziono nulla e non faccio di tutta l’erba un fascio. Non cerco mai gli oggetti d’arte, ma la ricerca dell’arte, Oggi tanti “capolavori d’arte” hanno i minuti contati…

      • silvano

        Charles Baudelaire: I poemi lunghi sono la risorsa di quegli imbecilli che non ne sanno scrivere di brevi.

        • silvano

          savino…stringi

          • SAVINO MARSEGLIA (artista)

            silvano, l’arte si stringe con la chiave inglese, il discorso è un happening e questo spiega il senso e il dissenso che ha sempre avuto.

        • LorenzoMarras

          ma tu non sei Baudelaire e nella tua brevita’ le imbeccilita’ predomina.

          • silvano

            marraz tu nella tua brevità non riesci nemmeno a scrivere in maniera corretta…lasciamo perdere…

  • LorenzoMarras

    Ottimo scritto, Savino. Ci voleva proprio una lente di ingrandimento come quella che hai usato.

  • “Ma che belle parole”….direbbe un vecchio presentatore italiano.

    Come ho scritto più volte Cattelan è figlio del suo tempo e quindi coerente e reattivo al suo tempo. Viviamo immersi nella RELIGIONE DEL MERCATO non si capisce perchè l’arte non ci debba rimanere invischiata CRITICAMENTE. La cosa determinante è l’atteggiamento che si tiene dentro a questa religione. Quì esaudiente intervista a Cattelan medesimo, proprio su queste tematiche:

    http://whitehouse.splinder.com/post/25718999/la-rivoluzione-siamo-noi

    Savino belle parole, Lorenzomarrastuttoattaccato che fa i complimenti…TUTTE CHIACCHERE. La critica (anche corretta che fate) non può più prescindere dallo sviluppare un alternativa progettuale. VOI COSA STATE FACENDO? Perchè se lo state facendo io non lo so. Criticare Berlusconi è fin troppo facile, a me interessa Monti, l’alternativa concreta, questo per intenderci.

    Credo che anche nel giudicare Cattelan siate pesantemente distratti da una vostra frustazione, insoddisfazione, invidia. Ora potete inizare ad offendermi o a fare gossip :) prego

    luchettino rossi

    • LorenzoMarras

      nessuno ti ha mai offeso Luca. semmai è stata la tua inefficace teoria ad essere messa continuamente in discussione. Oggi mi rendo conto che piu’ che un offesa si è trattato di un non meritato “privilegio” e lo dico perche’ , seppur leggendo il tuo blog, mi è incomprensibile che tu non abbia compreso l’articolo scritto da Savino, che tu hai scambiato per un giudizio su una “persona” che mai è avvenuto in quanto, nel meccanismo generale,
      il Mercato è UNO dei diversi dispositivi attraverso cui il sistema esercita la sua sovranita’. Altri piu’ subdoli , ma non meno efficaci, hanno la stessa valenza. L’esercito dei colti cortigiani , ad esempio, ha reso dei servizi altrettanto efficaci perche’ chi mai, avrebbe potuto organizzare il numero chiuso , affinche’ fosse assicurato il bisogno dei compratori, nel conservare la cifra?
      e non venire a parlarci della storiella del collezionista “imbecille” perche’ non regge e se lo vai a dire a chi sta dentro il “”MERCATO”” ti ridono dietro e divieni zimbello.
      Sorvolo e faccio finta di niente sul fatto che noi si è frustrati e quant’altro perche’ te lo gia’ detto in altre occasioni : ti auguro veramente , di beatificarti con tutto il successo che desideri; anzi alla prossima biennale se vedro’ scritto il tuo nome ti faro’ gli auguri (sinceri) ; sei cosi’ povero di spirito per non capire che non è cio’ che sta fuori , il mio obiettivo ?

      iltuoattaccatissimomarras

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Luca, la dialettica è l’arte di comunicare, formalizzando astrattamente il pensiero teorie che con esso abbiano un rapporto descrivibile attraverso postulati prestabiliti e ritenute utili a qualche cosa. Normalmente, nella dialettica coesistono due distinti usi argomentativi, a un tempo contrari e complementari fra loro; uno distruttivo e uno costruttivo. Il tuo argomentare non appartiene a nessuno di questi due usi.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      luchettino rossi, La tua alternativa progettuale a questo sistema malato dell’arte, consiste semplicemente nel seminare vecchia erba sull’humus dell’ovvietà.

      • francesca

        Savino@ direi meglio: nel seminare frumento “transgenico” per venire incontro agl’appetiti feticistici del MERCATO – che premono su luca rossi per comprare il progetto e il frumento da mummificare all’interno del sistema malato dell’arte.

        • hm

          sì ok sapone di marsiglia ma almeno quando ti firmi francesca non puoi cambiare stile del commento? lo dico per te eh? ti sgamerei lo stesso ma almeno saresti più divertente, così sei peggio di rossi che si fa i complimenti da solo . poi fai quello che vuoi .

          • hm

            ora che sei stato crudamente oggettivizzato spero ti venderai al primo mercato disponibile sotto forma di sapone .

  • hm

    il discorso della mercificazione delle opere che fa marseglia e a volte marras è abbastanza stucchevole per quanto mi riguarda, ma tu luca rossi morsiani hai torto a prescindere in quanto fake che si fa i complimenti da solo e disco rotto che ricopia a vanvera sempre le stesse frasi in contesti totalmente differenti . e soprattutto non proponi nessuna alternativa che non sia portare pizze alle gallerie o fare stupide ombre cinesi (nemmeno cinesi, sarebbero troppo avanti) sui muri delle stesse o subissare di mail i tuoi operatori del cuore . cattelan è stato criticato con perizia più volte, ovviamente rossi sceglie i commenti più inopportuni solo per farsi pubblicità e postare l’indirizzo del suo sito e l’intervista fake che si è fatto da solo . patetico fino all’inverosimile . ma continua così mi raccomando che fai divertire tutti (divertire è una parola grossa, anche su exibart per esempio appena scrivi qualcosa ti sfanculano tutti) . i discorsetti sull’ikea evoluta e lo smart relativism erano anche abbastanza simpatici e centrati, peccato che tu circoscriva tutto a giovani artisti e ti guardi bene dal nominare mid career e gente già pseudostoricizzata . storicizzata fino a quando il dollaro avrà ancora un minimo di senso e valore, dopo spazzatura totale incontrovertibile, sia che si tratti di uno schifosissimo cavallo o asino morto di copialand o un pallino colorato di hirst . hirst senza dubbio ha avuto molta più personalità di copialand e qualcosa si salva, ma molto poco . curioso inoltre che luca rossi morsiani non si azzardi a definire smart relativism anche la sbobba random di copialand perpetrata in 20 anni di produzione senza alcun filo logico che non fosse saltellare fischiettando mentre torna subito vestito da coniglio, più che curioso l’aggettivo giusto è VISCIDO .

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      caro hm, lo stucchevole è semplicemente una contraddizione: è negare una cosa, poiché non può essere buona per tutti i gusti.

  • LorenzoMarras

    maestrino curioso non basta usare la matita blu rossa , bisogna anche aiutare gli scolaretti a pensare bene, non bisogna lasciare perdere, non sta bene.

    • silvano

      caro allievo oltre ai contenuti bisogna anche dar credito alla forma…eh….se no l’anno non lo passi…saccentino…gira i palmi delle mani che ti meriti una bacchettata…

  • LorenzoMarras

    Illustre Maestro sono ripetente e delle forme mi assumo le mie liberta’ dunque non è necessario girarsi le tiro io un meritato calcio alle sue incolpevoli palle, ammesso che sopravvivano.

    • silvano

      l’unico strumento che ha a disposizione lo usa così male?…giovane ragazzo se tira calci come scrive mi sa che va a vuoto…

  • LorenzoMarras

    Signor Maestro, con tutto il rispetto per la forma di cui mi dolgo non osservare i suoi rispettabili precetti, ma lei erroneamente formula in futuro mentre io il calcio lo diedi, peccato che il bersaglio si rivelo’ assente, che dico uno zero spaccato.

  • silvano

    …niente da fare….ne forma ne contenuti…aimè..soccombente

    • LorenzoMarras

      eggia’, quando si dice che il maestro scarica i suoi deficit attributivi all’allievo, l’unica via, e per di piu’ consolatoria, è la fuga.
      A voglia invocare e forma, e contenuti; poi vada che sono ripetente e che il maestro ha studiato ma, possibile che “forma” e “contenuti” prendano strade cosi’ diverse? sospetto invece che le due cose siano inseparabili ma metto le mani avanti altrimenti il maestro poi si offende.

      • silvano

        …sono contento di osservare in così breve tempo che il suddetto inizi a fare un po’ di riflessioni su se stesso,dato che sin ad ora si è messo nella condizione di fare il saccentello spero che abbia modo di iniziare un percorso introspettivo atto a risolvere i problemi personali che lo portano continuamente a sparare cazzate su questo blog, per quanto riguarda la questione di forma e contenuto non è detto che tutti siano dotati nella gestione d’entrambi le cose…ecco perchè consiglio vivamente di non vanificare dell’ulteriore tempo vitale in inutili discussioni che sicuramente non lascerebbero dell’allievo nervosello alcuna traccia sensibile nel prossimo futuro….

        • Maestro lei parlava con me? No perché ha suonato la campanella e devo andare a pisciare, colpa delle risate.scusi eh.
          Buona notteeee

          • silvano

            ..povero bamboccions,la mamma lo fa alzare dalla scrivania solo per andare a pisciare…non te lo percuotere troppe volte…lo sai che poi ti cala la vista e non riesci più a scrivere le tue inutili dispense…