Ci risiamo. Italia di nuovo al centro delle polemiche per un logo sbagliato. Anzi no, plagiato. È la volta del Ministero dell’Interno…

I due loghi a confronto
Quando si tratta di loghi, le nostre istituzioni non riescono ad azzeccarne una. Dopo i flop del “cetriolo” di Italia.it e dell’agghiacciante “Magic Italy” (a cui potremmo aggiungere anche l’imbarazzante nuovo logo della città di Roma presentato lo scorso settembre), sono in arrivo altre polemiche per il nuovo simbolo del Ministero dell’Interno.
Stavolta però il logo non è sbagliato, anzi, è piuttosto interessante. Peccato però, che sia già al centro di un dibattuto caso di plagio. Scelto in seguito a un concorso pubblico, e firmato dalla società romana Inarea Strategic, il simbolo è infatti identico a quello realizzato nel 2008 dal designer inglese Roy Smith per l’evento French Property Exhibition. La scoperta è stata fatta da un lettore del magazine web dedicato alla grafica e alla comunicazione Draft.it e ovviamente ha già scatenato l’indignazione di molti. In effetti la “somiglianza” è inequivocabile, al punto da rendere i due lavori praticamente sovrapponibili. Voi che ne dite?
- Valentina Tanni
Pagina web del concorso
Notizia su Draft.it















vergogna!!! siamo un paese senza speranza
Direi che visto il ministro e il suo staf , cosa ci si poteva aspettare se non una copia…
Se affidi la realizzazione del logo al parente o all’amico scemo, è ovvio che questo come minimo copi il logo di un altro, “per non sbagliare” (perché, appunto, è scemo!). Stavolta tocca al Ministero dell’interno fare una figuraccia… con la Francia!!!!!! Perché, tra tutti i paesi, sempre con la Francia?!?!?!?!
La facciamo con gli inglesi, più che altro. Inglese il designer, inglese l’evento, anche se dedicato al panorama immobiliare francese. Doppiafiguraccia.eu :-)
Faccio notare che ha aggiunto l’effetto flash tra le due fasce, per diversificarlo un pochino. Premiamo almeno lo sforzo.
E’ l’unica cosa brutta di quel logo. Ossia, una ne hanno fatta, e l’hanno sbagliata. Diciamo che almeno non hanno fatto danno col font.
MA lo sanno al ministero o tocca farglielo sapere al signor La Ruzza?
wops, Maroni.
Ecco il commento ironico dei grafici. Non si è fatto attendere :-)
http://www.draft.it/cms/multimedia/l-ironia-dei-grafici-si-scatena-sul-viminale
ma chi l’ha fatto maurizio copialan?
Premesso che il gesto grafico è gradevolissimo, la cosa che maggiormente stupisce è che a commettere un simile “errore” sia stato Antonio Romano (patron di InArea appunto) che per chi non lo sapesse, non solo è uno dei migliori graphics designer del panorama internazionale, ma è anche colui che ha pensato alcuni tra i marchi più famosi: basta visitare il sito per capirlo.
Detto ciò, pur constatando quanto la somiglianza tra i due sia sfacciata, cercherei di evitare, come è nostro solito fare, di confondere il plagio con la casualità.
Perché a mio modo di vedere di questo dobbiamo parlare. Non è logico sostenere che per un simile committente, quelli di InArea si siano limitati a copiare dal seppur bravo Smith.
Immagino tu non mai lavorato in una agenzia italiana.
Anzi ne sono certo.
Sì certo, la casualità. Quella del frammento di meteorite che ti cadra nel taschino della camicia domani proprio nel momento in cui ci avrai messo un dito per farcelo entrare comodamente.
… ho già detto tutto in merito al marchio “Roma in un’immagine” e quello per la Biennale di Scultura di Carrara, entrambi brutti e instampabili, sia in positivo e sia in negativo, cioè sfondati su un fondo. Per entrambi, complessivamente, sono stati o saranno, elargiti 45.000 euro, immagino + IVA! Forse è il caso di cominciare a pensare di premiare i “BRAVI” e preparati e non “ALTRO”.
Oramai non dovrei + stupirmi di gnente, ma questi qua mi stranizzano…
L’agenzia autrice del logotipo Ministeriale ci ha replicato su Draft: http://goo.gl/xTMbv
Mah, questa risposta è poco convincente…
identici! che cialtroni …