I grandi e i piccoli investitori pubblicitari del mondo dell’arte lo devono sapere: Artribune esiste solo se esiste un sostegno diffuso attorno ad essa. Intanto stampatevi il nostro mediakit, vah

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Ma che razza di presuntuosetti quelli di Artribune: nati da 15 giorni, manco hanno registrato la testata al tribunale e già vogliono inzepparla di pubblicità. Beh, innanzitutto cominciamo con il dire che siete stati voi ad iniziare con richieste e tutto il resto. E poi si, che c’è di male: diamo un servizio, cerchiamo di darlo al meglio, naturale che ci aspettiamo di essere ‘sfruttati’ come vettore per le inserzioni. Per cui, dietro sollecitazione delle molte richieste di spazi (alcuni sono già sold out, roba da Guinnes dei Primati: il sito che ha avuto l’attesa inferiore al mondo tra data di apertura e data del primo contratto pubblicitario), ecco in tempi record la prima versione del nostro scintillante mediakit. Lo trovate cliccando qui o transitando, lassù in alto, nella pagina denominata eloquentemente “pubblicità”. Su, non fate i timidi: credete davvero che Artribune non meriti il massimo sostegno?

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  • paolo

    sostegno totale&assoluto !

  • Redazione

    Parole sante!

  • Marcus Junius Brutus Caepio

    non mi pare che sia così “inzeppata” di pubblicità, eppure vi date tanto da fare…soprattutto a screditare Exibart. Forse è questo che alla gente non piace. Se il vostro argomento principale è il discredito del concorrente forse non siete percepiti come credibili. E poi non è bello che non ci sia il nome di un responsabile commerciale, ma solo una mail che fa riferimento ad un dominio registrato da una società che ha sede in Arizona
    Ma esistete veramente?

    • un affezionato lettore di exibart

      ultimamente exibart si sta screditando da sè…
      manca di competenza e di spessore, ed è farcito di errori.

      marcus aspetta almeno la nascita della rivista prima di commentare

    • Redazione

      Caro Marcus, in soli 15 giorni di vita Artribune ha pubblicato 196 notizie (ma entro stasera arriviamo a 200, temo!), in queste neppure una volta è comparso ne mai si è alluso ad Exibart. Dunque come si fa a dire che il nostro argomento principale sarebbe il discredito del prossimo?
      Se invece di scartabellare per trovare nomi e cognomi e andare a ricercare origini e nazionalità dei domini, ciascuno pensasse a fare il proprio mestiere, ovvero offrire al lettore il prodotto migliore possibile, non sarebbe preferibile per tutti quanti? Suvvia, rilassati.

    • me.giacomelli

      Marcus freme, perde terreno a vista d’occhio, corre in un’altra categoria ormai. Su su, un poco d’impegno, ce la puoi fare anche tu, in Italia c’è posto per tutti. Come dice Benigni, “se quello lì è diventato direttore di un TG”…

      • Marcus Junius Brutus Caepio

        se a dire che perdo terreno a vista d’occhio lo dici tu, vuol dire che sto andando benissimo….autoreferenziati come sempre…quante volte al giorno vi dite l’un l’altro che siete i più bravi?
        ma se l’hanno capito tutti che siete bravi che bisogno c’è di mandare agli inserzionisti di Exibart delle mail dove dite che il prodotto non è all’altezza? Fatelo decidere agli inserzionisti no? Ora quando uscirà l’ultimo numero di Exibart on paper tutti capiranno la differenza abissale che c’è tra voi, illuminati uomini di cultura e quei poveracci della compagine societaria di Exibart.
        perchè poi dite che lo staff redazionale si è congedato? a quanto ne so io Tonelli è stato cacciato via malamente, lo ha scritto pure lui su vari blog.

        PS Ma il tuo capo Tonelli te lo paga lo stipendio?

        • me.giacomelli

          Ce lo diciamo spesso e volentieri. Mentre agli inserzionisti spieghiamo la situazione e facciamo marketing, hai presente? L’onpaper sono ansioso di vederlo, per capire ad esempio quante pagine di speed risalgono al periodo in cui ci lavorava Mattioli, idem per le rubriche ecc.
          Quanto al licenziamento di Tonelli, per l’appunto non è un segreto, così come quello di Giovanni Sighele. Per tutti gli altri si tratta di dimissioni o non rinnovo del contratto. E non è un segreto manco quello. Non capisco come tu possa vantarti di aver licenziato una persona e aver causato il congedo di un intero staff. Il livello è quello di un padroncino arrogante e borioso, non credo – questa volta il consiglio te lo dò io – ti faccia buon gioco figurare in tal modo.

          PS: Ti vergogni così tanto di quel che dici da dover usare l’un nickname? Scelta pavida. Ma come vedi ti garantiamo diritto di parola e anonimato. Vedi come siamo bravi?

          • Marcus Junius Brutus Caepio

            Sulla scelta pavida sono d’accordo, ma non mancherà occasione. Il fatto è che questo non è un dibattito sul valore culturale della Vostra iniziativa, che non è in discussione, ma sul fatto che mandate in giro mail screditanti e infarcite di menzogne agli inserzionisti di Exibart. Dire che il prdodotto non era all’altezza per colpa dei cambi nella compagine societaria è una menzogna, dire che lo staff si è congedato è una menzogna. Solo Tonelli è stato licenziato.
            Questo è l’oggetto della discussione, caro Giacomelli e Cara Lady of S., non il fatto che la vostra sia o meno una iniziativa prgevole, superiore o inferiore ad Exibart.
            E siccome il punto della discussione è questo, ed è un argomento triste e spregevole in se stesso, è vero, mi vergogno anche ad affrontarlo con un nome vero, come dovreste vergognarvi voi di fare certe cose.
            Il resto Giacomelli, sono solo chiacchere che non convincono.
            Caro Giacomelli, tu che sei filosofo, dovresti saperlo bene che la verità non esiste e dovresti fare un po’ di lezioni sull’argomento al tuo babbo Tonelli.
            La verità di Tonelli è una menzogna e lo sai bene. Pare che i bilanci di Exibart fossero in un rosso profondissimo e che al babbo non importasse nulla. Pare, dico pare, che il babbo abbia condotto Exibart sull’orlo del fallimento rigettando qualunque iniziativa utile per condurre la situazione almeno su un piano di pareggio. Pare, dico pare, che il babbo avesse litigato con il 50% del mercato degli inserzionisti, perchè lo sappiamo tutti, il babbo ha un po’ un bel caratterino. Quindi tanti auguri al babbo e a tutti quelli di forte personalità che lo hanno seguito, purchè non mandino mail screditanti.

  • m.mattioli

    Exibart poi non ha nulla da temere, da quando a scrivere ha arruolato Totò…

  • Marcus Junius Brutus Caepio

    Bhe, cara redazione, queste sono le mail che mandate ai clienti di Exibart, riporto solo il primo periodo:

    Cari amici e colleghi,
    DA EXIBART AD ARTRIBUNE. Dopo un decennio di lavoro il gruppo di persone che aveva dato vita ad Exibart, che lo aveva fatto diventare un successo ed un caso editoriale dello scorso decennio, è fuoriuscito da quel progetto. I cambi nella compagine societaria non garantivano più la possibilità di offrire ai lettori ed agli inserzionisti un prodotto editoriale all’altezza di quello che era stato realizzato fino ad oggi e così tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo tutto lo staff redazionale si è congedato da quella esperienza.

    Se è vero che c’è posto per tutti, perchè vi preoccupate tanto di screditare Exibart?

    Io mi rilasso, ma siete voi che ci fate una brutta figura, tant’è che le persone alle quali mandate queste mail (e non sono una sola) si chiedono il perchè di tale comprtamento scomposto….

    • me.giacomelli

      Grazie veramente Marcus per il consiglio, in effetti come si posson dire cose del genere a fronte di un sito come il tuo (?) che recentemente è tanto aggiornato, sul pezzo, ricco di approfondimenti, di commentatori e lettori, con una scrittura talmente piacevole e consona, un numero così ridotto di refusi… Bonne chance!

    • lady of S.

      A me non pare che nelle parole scritte sopra ci sia la volontà di screditare Exibart,
      c’è solo la fotografia di una situazione assurda che qualcuno ha provocato.
      E non penso che questo qualcuno sia il gruppo che ora sta costruendo Artribune.
      L’errore degli azionisti maggioritari di Exibart è stato quello di non capire che il prodotto ottenuto in tanti anni di lavoro non è il risultato di strategie aziendali, ma la determinazione di un gruppo di giovani che si è amalgamato integrando la propria vita con la mentalità di un mondo che non si può capire osservandolo dall’esterno. Avete sottovalutato il carisma della vostra ex direzione, la forza dei legami costruiti mantenendo gli impegni a tutte le ore del giorno e della notte di massacrante lavoro .
      Riuscire a coordinare persone ed eventi sparsi ovunque è possibile solo se garantisci una forza d’animo e una presenza continua, se hai un progetto e una struttura chiara in testa, se riesci a valorizzare talenti e impegni, e alla fine di tutto, se la lealtà supera il desiderio di prevalere…

  • Massimiliano Tonelli

    Datevi un appuntamento e parlatene fuori da qui. Chiederei a chi collabora ad Artribune di non rispondere ai provocatori.

    Per dovere di cronaca il testo che cita Marcus è una piccola spiegazione doverosa che è stata spedita non certo a clienti o altro, ma a mailing list private che giustamente chiedevano “cosa è successo”. Non vedo cosa ci possa essere di diffamatorio a mandare una mail ai propri contatti. Nessuna volontà di screditare alcuno, semplicemente una esigenza di verità che quando si conoscono migliaia di persone in un settore diviene pressante da parte di tutti.

    Spero che le polemiche si chiudano qui.

  • me.giacomelli

    Accetto il “paterno” consiglio. D’altronde ognuno c’ha i genitori che si merita. E la dotazione genetica conseguente.